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PUNTI DI VISTA


Una noce di cocco rotolò davanti ai miei piedi mentre ero seduto su una panchina del parco con mia moglie. Lei era impegnata a lanciar delle molliche di pane per gli uccellini.
"Sara! Sara! hai visto?"
S: "Cosa?"
"La noce di cocco!"
S: "No non ho visto nulla"
La vista non era di certo il suo forte. Ricordo una sera, stavamo cenando davanti alla tv quando improvvisamente fuori dalla finestra vidi volare decine di areoplanini di carta fluorescente. In fibrillazione spensi la tv per condividere con lei quello spettacolo. Credo che porti gli occhiali più per dimostrare la sua età che per una reale funzione. Giurò più e più volte di non aver visto neanche un ombra passare dalla finestra.
"Ok, ti farò sapere appena ne passa un altro"
Improvvisamente altre noci di cocco rotolarono davanti a me, una dietro l'altra.
"Cara, la prossima volta ci sediamo sulla panchina vicino alla collina, le mele sono innocue ma le noci di cocco potrebbero ucciderci"
S:"Hai preso le tue medicine stamattina?"
Uno dei suoi hobby preferiti oltre a nutrire gli uccellini era quello di farmi domande inutili. "Ricordi l'ultima volta che me l'hai chiesto?"
Si avvicinò e mi guardò intensamente negli occhi. "Una settimana fa"
Spostai la testa di lato, oltre le sue spalle, per osservare due grossi animali che si abbeveravano al laghetto.
"Hai di nuovo le visioni vero? Mi spieghi perchè ti ostini a mettere gli occhiali se poi non prendi di proposito le tue medicine?"
"Ho bisogno che i miei occhi funzionino. Le tigri non son così interessanti se non riesco a vederle"


DARWIN'S MISTAKE #1: L'ESERCITO DI SILVIO


Creato dal messia Sandro Bondi, l'esercito di Silvio ha il suo quartier generale in una dimensione parallela nella quale è giusto frodare il fisco e Bruno Vespa è uno scrittore di successo. La loro missione è difendere Silvio dai comunisti che complottano per togliergli ingiustamente il controllo del mondo reale che detiene da 20 anni. Ultimamente son saliti alla ribalta per avere festeggiato la condanna del loro leader con bottiglie di spumante e striscioni, dimostrando al mondo di non aver capito un cazzo.


Nonostante la figura di merda in diretta, hanno continuato imperterriti nella loro rivoluzione estiva organizzando una giornata di protesta nella quale alcuni dei loro capi sono arrivati a parlare di persecuzioni e ingiustizie dall'alto di un palco abusivo. Il bel pomeriggio è proseguito scandito da cori, striscioni e occasionali violenze contro ignari cittadini del mondo reale.


Il tutto è stato coronato dall'apparizione del capo religioso della dimensione parallela (e reale) il quale ha confermato il suo impegno e la sua voglia di non arrendersi. Infervorati dalle parole di Silvio la loro guerra continua nel suo nome: Il martire della libertà.


Sembra assurdo ma tutti pian piano veniamo trascinati nei meccanismi della dimensione parallela. Lasciamo che un pregiudicato tenga un comizio su di un palco abusivo e accettiamo placidamente l'eventualità che possa salvarsi di nuovo. Il tutto mentre addestra il suo erede Marina per avviare una dinastia. Tutto questo probabilmente varrebbe una vera rivoluzione ma forse ho sbagliato e siamo noi che viviamo in una dimensione parallela nel quale ci siamo messi i paraocchi e far finta di niente è un diritto inalienabile.

L'ERMETICA SPESA (GUEST POST IMMAGINARIO DI VASCO BRONDI)


Ho immaginato di chiedere a Vasco Brondi alias de Le Luci della Centrale Elettrica di scrivere per il mio blog un post e questo è ciò che mi ha inviato.

PREMESSA: Vi informo che i testi di Vasco Brondi sono flussi della sua coscienza e per questo motivo sono di difficile comprensione.  Ho deciso di aggiungere una traduzione a lato per permettervi di cogliere il senso del suo post così come l'ha raccontato a me prima di calarsi una pasta.

TITOLO: L'accozzaglia di formoidi materialistici imprigionati in una gabbia a gettoni (LA SPESA)

Arrivai motorizzato confondendomi con altri esseri metallici in una piscina d'asfalto crudo sporcato dall'abuso di anfetamina sociale. (Parcheggiai)

Con la fronte sudata e operaia mi presentai intimorito al cospetto del mostro la cui bocca aprii impersonificando un mosè in ferie in un villaggio vacanze a sharm el sheik  (Entrai nel supermercato)

Pascolai tra le antenne comandate da scontrini dittatori per soddisfare un bisogno non necessario, rigirando tra le mani un conteiner di paraffina con appunti scritti da un dio quadrupede. (Iniziai a cercare i prodotti che avevo scritto sulla lista della spesa)

In un attimo di precoce futurismo la mia urea pungente produsse una scossa di creativo disordine e la mia futile ricerca mutò nel bisogno primario animale (d'un tratto mi scappò da pisciare)

Dopo una tortuosa fatica da bipede trovai  un pertugio nascosto nella massa del capitalismo che immerso tra gli scaffali si ergeva bulimico a soddisfare la mia eredità atavica. (Dopo una breve ricerca trovai il bagno)

Fui fermato d'un tratto da un pensiero spalmato su una cassa integrazione che mi chiese con voce destrutturata di capitalizzare e vendere il mio istinto animale (Per entrare dovevo dare un euro al ragazzo di guardia)

Vidi il mio ammasso di pelle drogato di carta e ferro che con aria affranta mi spacciò una versione disintossicata di se stesso (Guardai il portafoglio ma era vuoto)

Sentii un brivido di voglia e  il mio sistema elettrico centrale mi indirizzò verso gli alberi avvelenati del verde industriale di un parco. (Pensai di andare a pisciare in un parco)

Per colpa della mefitica ispirazione e delle correnti fredde generate da una stagione illusoria e meccanica, un altro imprevisto bisogno si fece spazio nella custodia della mia essenza precaria. (Per colpa dei miei pensieri e dell'aria fredda del condizionatore mi scappò anche da cagare)

Spinto dagli eventi mi ritrovai sul trono di petrolio posto nel mio antro matrioskale. Mentre esprimevo il mio disprezzo nei confronti di un sistema fognario corrotto  pensai agli insegamenti universali piovuti in me come lacrime stampate di una conoscenza marginale. (Tornai in fretta a casa e mentre ero sulla tazza del cesso pensai a ciò che mi era successo)

L'istinto animale aprendomi gli occhi con strumenti di tortura periferici mi mostrò che il viaggio verso il mostro di mattoni lucidati fu futile come un bicchiere di acqua calda in un giorno d'estate durate una festa metalmeccanica politicizzata. Quel giorno sconfissi il mero capitalista collassato su un fluorescente sogno di potere. (Il bisogno di cagare aveva vinto su quello di acquistare il detersivo ?????)

LA REALTA' DELL'ACQUARIO



Cara Susan ti scrivo queste parole per offrirti la possibilità di leggerle più e più volte. L'ultima volta che ci siamo visti ero fuori di me e ora sento il bisogno di condividere con te ciò che mi è successo; te lo devo. Da un po di tempo a  questa parte frequento un locale che ho scoperto per caso una delle tante notti in cui non c'eri.  La prima volta che mi ci imbattei sembrava il tipico posto dal quale non ti aspetti nulla più di ciò che promette l'insegna sporca e scritta male all'ingresso; ottimo per chi ha intenzione di iniziare un dialogo a tu per tu con un bicchiere di rum. Decisi di entrare e invece del classico bancone sudicio mi ritrovai in una stanza completamente vuota nella quale il bianco puro dei muri era interrotto solo dal legno di una vecchia porta. Attratto da una debole sinfonia mista di musica e urla la attraversai e fui catapultato in un mondo folle e a me sconosciuto. So per certo che l'euforia che mi accompagnò per il resto della serata non fu causata solo dalla fortuna di aver sostituito il bicchiere con una festa; c'era qualcosa di più che ancora non riuscivo a definire. Quella notte dormii con la testa piena delle immagini di una situazione nuova e il giorno dopo attesi con impazienza la sera. Ci tornai più e più volte lasciando la festa libera di  prendere il controllo della mia mente e pian piano la accettai come unica via d'uscita dalla mia monotonia. Ero assuefatto e certo di poter raggiungere un giorno la totale fusione con quelle emozioni. Scrivendo mi accorgo che la pianta della follia stava crescendo rigogliosa dentro di me. Come ben sai sono sempre stato convinto che il mondo sia governato dal caos e infatti l'imprevedibile cambiò il corso degli eventi in mio favore. Un giovedì sera come tanti altri mi recai al locale e ora cercherò con fatica di spiegarti a parole ciò che i miei occhi videro al posto della festa. Sul lato destro dello scantinato gente grassa e ben vestita urlava discorsi politici dall’alto di piccole colonne dorate mentre alla base persone nude lottavano per raggiungerne la cima; sul lato sinistro, animali antropomorfi intonavano canzoni finte mentre gente spaventata godeva nel toccarli e si crogiolava in un orgia di sudore; di fianco al palco ragazzi immersi in piscine e con la testa offuscata dall'alcool si scatenavano causando risse e rapporti sessuali in ogni dove; infine, al centro, un gruppo di gente silenziosa pregava  rivolta verso un uomo che, brandendo una grande croce, colpiva a caso le loro teste. Rimasi in piedi a fissare inorridito la grottesca scena quando la mia attenzione fu catturata dalla forte luce blu che trapelava dalle fessure di una piccola porta.La curiosità vinse in fretta la paura così mi avvicinai e mi ritrovai in una stanza più strana della prima: sopra migliaia di piedistalli bianchi erano posti, in file ordinate, altrettanti acquari. Mentre camminavo notai che all'interno non vi erano pesci ma persone di cera in miniatura. Seguii il mio istinto e mi avvicinai all' acquario che ai miei occhi brillava più degli altri; rimasi interdetto nel vedere la mia rappresentazione cerata che fluttuava lentamente dalla nostra casa al mio ufficio e ritorno. Come previsto tu non c'eri. Mancavi. Fu in quel momento di totale confusione che realizzai la mia verità. Vedi Susan la vita scorre fluida davanti ai nostri occhi ma spesso non la accettiamo e ci mettiamo alla ricerca di un modo per evaderla. Finiamo così per ritrovarci intrappolati in illusioni che ci appannano e rendono sempre più spaventoso il momento in cui ci accorgeremo che la differenza tra ciò che chiamavamo rispettivamente prigione e libertà in realtà non esisteva . Ora ti chiedo di GUARDARE la nostra storia. Non pretendo che tu capisca subito ma so che rimarrai stupita quando ti accorgerai che c'è una cosa che da sempre ci fa dare di matto: la realtà.

10 CONSIGLI PER ESSERE UN BUON ALTERNATIVO



L' "alternativismo" dilaga nel nostro tempo così ho pensato di scrivere una piccola guida da seguire per sentirsi dei veri anticonformisti anche nel 2013.

1)Non iniziate ad elencare dal numero 1 perchè lo fanno tutti.

2)ABBIGLIAMENTO: E' la prima cosa che salta agli occhi di chi vi guarda. Il concetto da seguire è lo stesso che usano quelli che presto sarete pronti a chiamare fighetti. Loro ostentano la loro sottomissione alla globalizzazione portando vesti sulle quali si legge bene il nome dello stilista o della multinazionale sfruttatrice che odiate; allo stesso modo voi dovete sostenere con fierezza la vostra lotta al sistema dicendo a tutti di aver acquistato il vestito che indossate in un mercatino dell'usato o, molto meglio, di averlo trovato nel pattume. L'accessorio imprescindibile è una sacca sporca di colore variabile tra il verdognolo e il marrone al quale potete abbinare un copricapo caratteristico o una kefia.

3)MUSICA:  se un gruppo o un artista musicale è ascoltato da più di 50 persone avete il diritto di etichettarlo come commerciale e poi incazzatevi con la massa ignorante che non permette al vostro gruppo preferito di sfondare.

4)TV: cercate in ogni modo di indirizzare il discorso dei vostri amici sulla televisione per ostentare con fierezza il fatto che voi non ne avete una. Senza tv però non potete guardare La7 , ultimo baluardo della libera informazione,  per ovviare al problema ogni tanto potete seguirlo in streaming sul sito.

5)MANIFESTAZIONI: Unitevi alle manifestazioni in tenda e alle occupazioni delle scuole. Se non  conoscete il motivo della protesta non vi preoccupate perchè nasce sicuramente per combattere l'arroganza del sistema. Nel dubbio esponete qualche cartello contro la deforestazione e contro gli esperimenti sugli animali che vanno bene in qualsiasi contesto.

6)FILM: Prima pensavate che il cinema fosse nato con Quentin Tarantino ma ora che piace a tutti è meglio screditarlo. Buttatevi a capofitto su qualche produzione sconosciuta, sui film in bianco e nero e soprattutto sugli z-movie. Per questi ultimi inventatevi una menata sul fatto che andrebbero rivalutati perchè mostrano in modo toccante il dolore e la voglia di non conformarsi del tipico regista maledetto. Se proprio vi fanno cagare e non volete perdere tempo leggetevi le recensioni su internet, nessuno andrà a guardarli davvero.

7)LIBRI: Non girate mai senza un libro. Il libro standard deve avere la copertina morbida e sgualcita quanto basta per farlo sembrare un volume da intellettuale. Non importa che lo leggiate, ma vi raccomando di cambiarlo almeno una volta al mese. Tenete inoltre un taccuino sul quale annotare le vostre profonde riflessioni P.S. Siete contro gli ebook perchè  amate l'odore della carta e l'atto di sfogliare un vero libro (anche se lo dite con in mano il cartello contro la deforestazione del punto 4)

8)FACEBOOK: Non avete Facebook.

9)SMARTPHONE:  Il telefono giusto per voi è quello in bianco e nero e con lo schermo graffiato che  chiama e manda messaggi perchè a voi non serve altro. Poco importa se spendete 100 euro al mese di tariffe e gonfiate le tasche di qualche multinazionale telefonica (visto che non avete neanche Facebook), voi non vi piegherete mai allo strapotere di internet . Se proprio vi trovate per le mani uno smartphone perchè ve l'hanno regalato, sfoggiatelo come fosse un peso insopportabile. In tal caso non dimenticatevi di fare qualche foto filtrata vintage con Instagram.

10)SPORT: Dovete adattarvi a seconda del paese nel quale vi trovate, l'importante è odiare lo sport più seguito dal popolo. Per esempio se siete in Europa dovete odiare il calcio e sostenere che sia ingiusto che sport come il basket non vengano valorizzati quanto meritano, mentre se siete in America dovete fare esattamente il contrario.  E' un po contraddittorio ma è il vostro ruolo che lo richiede.

In CONCLUSIONE ricordatevi di assumere un'aria di superiorità perchè voi siete tra i pochi eletti che son riusciti a fregare il sistema anche se col tempo vi accorgerete che il sistema era windows e si fotteva da solo.

FINO A QUI TUTTO BENE




RELATIVITA’: 1 dottrina che fa dipendere la conoscenza dalla costituzione organica e mentale del soggetto conoscente e dal rapporto tra soggetto e oggetto. 2 Principio fisico matematico attestante l’inesistenza di osservatori o di sistemi di riferimento privilegiati per lo studio dei fenomeni meccanici e fisici, e quindi l’inesistenza d’uno spazio e d’un tempo assoluti.


Come ogni mattina vi svegliate e, con gli occhi ancora socchiusi, vi fate la doccia, mentre la moka sul fuoco fa uscire il caffè. Dopo aver indossato i vestiti ammucchiati sulla sedia, uscite di casa in tutta fretta per non perdere quel treno che va sempre meno d’accordo con l’orologio che avete al polso.
Stop.
Fermatevi un attimo, lasciate perdere tutto e salite su un aereo e, dopo aver ascoltato gli opportuni consigli della hostess, date un’occhiata al mondo che scorre sotto di voi. Vi starete chiedendo perché non ci avete pensato prima, dall’alto tutto appare più nitido e, ora che avete cambiato il vostro punto di vista, potreste perfino arrivare a cambiare le vostre conclusioni. Ora pensate a un amico che non vedete da tanto tempo,  se fate attenzione vi accorgerete che probabilmente è sparito senza spostarsi, che è sempre li, anche se tutti si chiedono dove sia. E’ facile perdersi di vista se ci si va a scontrare con la relatività, si rischia non capire più se il tempo e lo spazio giochino con o contro di noi. E’ come stare in bilico su un cornicione, combattuti tra la scelta di tornare a casa affrontando la giungla del traffico o semplicemente spiccando il volo.
Ora immaginate la vostra vita tra vent’anni.
Magari avete deciso di prendere quel volo e, una volta atterrati, non siete più voluti tornare indietro per chissà quale motivo.  Oppure avete scelto di non fermarvi, avete deciso che non c’è mai stato un momento giusto per perdere il treno e ora, siete seduti davanti al camino, in attesa di correre a lavoro il mattino dopo, che continuate a ripetervi:”fino a qui, tutto bene.”


ESCO A PRENDERE DUE COSE



Ho letto da qualche parte che il tragitto dei supermercati  è studiato a tavolino e che i prodotti che ci servono davvero, cioè quelli che ci spingono a uscire di casa, sono posti nelle rientranze o negli angoli remoti dei corridoi. Se per esempio ti servono l’acqua o il pane, prima ti imbatterai in decine di articoli diversi (dagli articoli da mare a delle orribili statuine del presepe), ed è scientificamente provato il fatto che ti fermerai a guardare almeno una di queste cose. Non conta quello che hai scritto sulla tua lista della spesa prima di uscire, tutti questi articoli provocheranno in te delle reazioni e ai piani alti del supermercato questo basta.



Soggetto: Marco
Luogo: Supermercato


“Davvero lei è convinto che le nostre azioni siano inutili?

 Le nostre azioni non sono inutili, fanno semplicemente parte di uno schema predefinito, di un percorso.

Allora,per esempio, non importa chi sia il primo a muovere in una partita a scacchi, ogni azione sarebbe inutile in una partita già scritta, e così nella vita. Perché dunque sento il piacere della scelta? La paura di sbagliare e di precludermi qualcosa?

Quelle sono  illusioni!  Tutto è già scritto,le scelte che credi di fare fanno semplicemente parte di ciò che è stato deciso per te

No! Sono le scelte che faccio che mi formano come individuo, la realtà non è altro che uno scenario che si adatta e si trasforma in base ad esse

Pensa ad un videogioco, tutto ciò che decidi non ti porta da nessuna parte se non a quello che il programmatore ha scelto come finale

Sta paragonando l’uomo a un Dio?

 Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza..

Son sempre più convinto che l’uomo abbia creato Dio … per porsi dei limiti ... Si! Non riusciamo ad accettare il fatto che il nostro limite siamo solo noi stessi.

Il nostro limite è quello che è già stato scritto, posa le armi e lasciati andare , ogni tua azione,anche quella che pensi di aver scelto ti porterà dove eri destinato.

Ah si? Se è tutto scritto allora non è un caso che io mi sia fermato qui davanti a questo scaffale, vero Dottore? Dice che anche questo fa parte di ciò che lei chiama destino?”

Marco impugna la statuetta di ceramica posta sullo scaffale che ha davanti e, senza pensarci due volte, la scaglia contro un uomo in fila alla cassa urlando: ”Senti che merda sto destino!”.

“E pensare che eri uscito solo per comprare un pacco d’acqua e un po’ di pane”